Classe energetica: cos’è e come migliorarla

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La classe energetica è un valore all’interno di un sistema di classificazione che valuta il fabbisogno di energia degli immobili. La classificazione energetica di una casa si determina analizzando diversi parametri che spaziano dal suo funzionamento alla sua struttura. 

Il documento che attesta la classe di appartenenza energetica di un edificio è l’APE (Attestato di Prestazione Energetica): che utilizza una scala in cui A4 rappresenta il valore massimo e G il minimo.

Più la classe energetica di un immobile è vicina alla A4, meno questo consumerà energia per:

  • riscaldarsi;
  • raffreddarsi;
  • mantenere la temperatura degli ambienti;
  • alimentare gli apparecchi elettrici.

Spesso le case di classe A1, A2, A3, e A4 si avvalgono anche di fonti rinnovabili per produrre la propria energia: riducendo così anche le emissioni di CO2 e l’impatto ambientale.

Classe energetica, quanto incide sui consumi?

La classe energetica di un edificio incide fortemente sui consumi della propria abitazione. Questa, infatti, e la zona climatica d’appartenenza sono le due variabili principali da considerare per calcolare il dispendio energetico di casa.

Per esempio, gli immobili appartenenti alla classe A4 hanno consumi inferiori a 30 KWh/mq all’anno e per questo vengono anche chiamati “a energia zero”. Per una casa appartenente a questa classe energetica le spese annuali non saranno elevate: per una superficie di 100 metri quadri si stima, infatti, una spesa di circa 200/330 euro.

Volendo fare un confronto sul risparmio energetico tra un’abitazione di classe G e una di classe A nelle diverse zone climatiche emergerà che:

  • nelle aree alpine e padane, che hanno maggiori consumi per il riscaldamento, la differenza sarà di circa 1.600 euro l’anno;
  • nelle aree peninsulari il risparmio arriverà a circa 1.296 euro l’anno; 
  • nelle isole la differenza arriva a circa 976 euro l’anno.

Chi stabilisce la classe energetica di una casa   

Dal 2005 la dichiarazione energetica o APE (Attestato di Prestazione Energetica) è diventata obbligatoria. Chi ha la responsabilità di effettuare i controlli necessari per redigere il documento sono solo soggetti o enti accreditati: un esempio di soggetto certificato in grado di redigere l’APE è il geometra. 

L’attestato una volta emesso ha una validità di 10 anni, ma in caso di lavori che modificano le prestazioni energetiche dell’immobile questo va rigorosamente rinnovato.

Il costo del certificato energetico

I parametri da valutare per redigere un APE sono molteplici quindi non si può stilare un prezzo fisso, ma si possono calcolare delle stime indicative. I fattori che vengono presi in analisi per la certificazione sono:

  • tipologia dell’immobile;
  • estensione dell’unità immobiliare;
  • regolarità e complanarità dell’appartamento;
  • destinazione d’uso;
  • distanza dall’ufficio;
  • tempo di emissione.

Le fasce all’interno delle quali oscillano i prezzi per un Attestato di Prestazione Energetica sono:

  • dai 150 ai 300 euro per immobili residenziali quali appartamenti, monolocali villette e ville a due piani;
  • dai 170 ai 350 euro per negozi fino a 200 mq (sopra questa metratura serve un preventivo specifico anche solo per una cifra indicativa);
  • dai 700 ai 2.000 euro per i capannoni industriali.

Come calcolare la classe energetica di casa?

Come anticipato, servono dei professionisti e bisogna seguire delle precise linee guida stabilite dal DM 26-06-2015. Questo, infatti, regola l’applicazione delle metodologie di calcolo e definisce i requisiti minimi degli edifici. Ma se si desidera realizzare una stima approssimativa bisogna:

  • conoscere il consumo annuo in metri cubi di metano e moltiplicarlo per 8,3;
  • dividere il risultato totale per il numero di metri quadri della superficie dell’abitazione.

Questo risultato va poi letto in relazione alla regione di appartenenza nella divisione territoriale delle diverse zone climatiche.

Le classi energetiche: ecco quali sono

Le classi energetiche sono 10: G, F, E, D, C, B, A1, A2, A3 e A4 e i fattori che determinano l’appartenenza di un edificio a una classe energetica piuttosto che a un’altra sono:

  • le caratteristiche dell’impianto di riscaldamento;
  • i materiali utilizzati per la costruzione della struttura;
  • la tipologia degli infissi.

Vediamo più nel dettaglio le caratteristiche delle classi energetiche e le stime dei loro consumi. Le classi A rappresentano il quasi totale abbattimento dei consumi e annoverano al loro interno case green: più moderne o che hanno svolto tutte le migliorie possibili. Tra queste rientrano l’essere in linea con le norme antisismiche, un riscaldamento estremamente efficiente unito a sistemi quali i pannelli solari, un ottimo cappotto termico spesso almeno 10 centimetri e la presenza di un impianto fotovoltaico.

Classe A4 (classe più alta)

  • consumo massimo inferiore o uguale a 0,40 Ep (indice di prestazione energetica);
  • punteggio di riferimento 10.

Classe A3

  • consumo massimo inferiore o uguale a 0,60 Ep;
  • consumo minimo inferiore o uguale a 0,40 Ep;
  • punteggio 9.

Classe A2

  • consumo massimo inferiore o uguale a 0,80 Ep;
  • consumo minimo inferiore o uguale a 0,60 EP;
  • punteggio 8.

Classe A1

  • consumo massimo inferiore o uguale a 1,00 Ep;
  • consumo minimo inferiore o uguale a 0,80 Ep;
  • punteggio 7.

Classe B

Ha ottimi consumi, tutte le accortezze della classe C più le migliorie possibili nella parte esterna della casa. Per passare alla classe A è necessario installare sistemi quali: pannelli solari per la produzione di acqua calda a energia zero e pannelli fotovoltaici per l’energia pulita.

  • Consumo massimo inferiore o uguale a 1,20 Ep;
  • consumo minimo inferiore o uguale a 1,00 Ep;
  • punteggio 6.

Classe C

Annovera già edifici d’avanguardia. Ricca di attenzioni quali l’utilizzo di valvole termostatiche a bassa inerzia con contabilizzazione indiretta del calore o l’utilizzo di una caldaia a condensazione. Per salire di classe si consiglia la sostituzione dei serramenti.

  • Consumo massimo inferiore o uguale a 1,50 Ep;
  • consumo minimo inferiore o uguale a 1,20 Ep;
  • punteggio 5.

Classe D

Oggi è il requisito minimo per costruire un nuovo edificio e vi rientrano quasi tutti gli immobili costruiti negli ultimi 15/20 anni. Hanno una buona coibentazione del tetto e muri perimetrali spessi. Per salire di classe si può installare una caldaia a condensazione unita a un riscaldamento a pavimento o considerare di montare sistemi di energia autonoma come un impianto fotovoltaico.

  • Consumo massimo inferiore o uguale a 2,00 Ep;
  • consumo minimo inferiore o uguale a 1,50 Ep;
  • punteggio 4.

Classe E

È forse la più diffusa pur avendo consumi sostenuti, questo perché rientrano nei suoi parametri tutte quelle case edificate nel boom degli anni ’90. Passare alla classe superiore significa ridurre i consumi di circa il 25%.

  • Consumo massimo inferiore o uguale a 2,60 Ep;
  • consumo minimo inferiore o uguale a 2,00 Ep;
  • punteggio 3.

Classe F

Ha un alto consumo tipico di molti edifici costruiti attorno agli anni ’80 caratterizzati da infissi poco isolanti e una scarsa copertura dei solai. Tra i lavori consigliati spiccano l’installazione di termostati intelligenti e la sostituzione dei vetri con modelli termici.

  • Consumo massimo inferiore o uguale a 3,50 Ep;
  • consumo minimo inferiore o uguale a 2,60 Ep;
  • punteggio 2.

Classe G

È la meno efficiente e al suo interno solitamente rientrano gli edifici storici. I primi interventi consigliati sono la sostituzione degli infissi, la coibentazione dei muri (generalmente assente) e l’installazione di un sistema di riscaldamento moderno.

  • Consumo massimo non si specificato;
  • consumo minimo inferiore o uguale a 3,50 Ep;
  • punteggio 1.

Come passare da classe energetica G ad A? 

In Italia molti immobili non sono termicamente ben isolati: la maggior parte delle strutture, infatti, appartiene alle classi F o G. 

Per salire di classe si possono effettuare diversi interventi di ristrutturazione e riqualificazione. In particolare conviene intervenire sull’involucro edilizio, che separa la parte esterna da quella interna dello stesso. Molti di questi interventi sono soggetti alle agevolazioni del Superbonus 110% e presenti come suggerimenti sull’APE:

  • coibentazione;
  • adeguamento degli impianti o il ricorso al solare termico; 
  • isolamento a cappotto o utilizzo di nuovi materiali insufflati nell’intercapedine;
  • tripli vetri;
  • impianto per la ventilazione meccanica con sistema di recupero del calore;
  • sostituire l’impianto di riscaldamento con uno a pompa di calore ed a pannelli a pavimento.

Come ottenere 2 classi energetiche?

Per chi desidera salire di 2 classi energetiche insieme e ottenere le detrazioni fiscali sarà necessario agire in modo massivo. Bisognerà intervenire sull’isolamento termico e sull’impianto di riscaldamento oppure su quello di produzione dell’energia elettrica.

Chiaramente conviene stabilire la tipologia del lavoro da effettuare insieme a un professionista che sarà in grado di svolgere i calcoli per raggiungere esattamente la classe energetica desiderata. 

Sanzioni APE

Per una certificazione energetica non in linea con la normativa, non esposta o per un edificio venduto senza attestato e per altre tipologie di infrazioni esistono una serie di sanzioni punibili con multe di importi variabili:

  • se un professionista certificato redige un attestato di prestazione energetica senza rispettare la normativa può essere punito con una multa tra i 700 e i 4.200 euro;
  • se l’immobile viene venduto senza APE il venditore rischia una sanzione tra i 3.000 e i 18.000 euro;
  • se una casa, appartamento o edificio in generale viene affittato senza essere dotato dell’attestato di prestazione energetica, il locatario potrebbe incorrere in una multa tra i 1.000 e i 4.000 euro;
  • se l’annuncio di un immobile in affitto o in vendita non contiene al suo interno l’APE la sanzione varia tra i 500 e i 3.000 euro;
  • se al termine dei lavori, il direttore non consegna al comune il certificato energetico e la dichiarazione di conformità delle opere rischia una multa dai 1.000 euro fino a 6.000, più la segnalazione al collegio professionale;
  • il proprietario di un edificio, l’amministratore di condominio o chi per loro è il responsabile della gestione deve occuparsi della manutenzione, secondo normativa, degli impianti di climatizzazione. In caso di mancati controlli o di manutenzione non a norma di legge la persona incaricata rischia una sanzione tra i 500 e i 3.000 euro;
  • il proprietario o il costruttore che a fronte di una costruzione o di una ristrutturazione non emette l’APE rischia una multa tra i 3.000 e i 18.000 euro.

Per accertarsi della validità di un APE e per non incorrere in errori è buona norma, a fronte di una vendita, di un acquisto, di un affitto o semplicemente a lavori terminati chiedere a un notaio di verificare la regolarità di tutte le documentazioni emesse.

Fonte: immobiliare.it

N.B: Questo contenuto ha scopo informativo e non ha valore prescrittivo. Per un’analisi strutturata su ciascun caso personale si raccomanda la consulenza di professionisti abilitati.

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