Superbonus 110: cosa cambia nel nuovo decreto

  • 6 mesi fa
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Superbonus 110 ultime notizie sulla cessione del credito. Il governo ha dato il via libera alla bozza di decreto legge che introduce novità sulla cessione del credito 2022, come la possibilità di cedere il credito, ma solo a banche e a intermediari finanziari, per un massimo di tre volte. Vediamo cosa cambia e come funziona adesso la cessione del credito per il superbonus 110 e gli altri bonus edilizi per la casa.

Superbonus 110, ultime notizie

Il governo ha approvato il decreto legge “Misure urgenti per il contrasto alle frodi in materia edilizia e sull’elettricità prodotta da impianti da fonti rinnovabili” .

Il provvedimento interviene per sbloccare il processo di cressione del credito 2022 del superbonus 110 e dei bonus edilizi.

Il decreto sostegni ter aveva infatti introdotto un limite di una sola volta per la cessione del credito 2022 del superbonus 110 e dei bonus casa provocando un blocco importante del settore.

Superbonus 110: cessione del credito come funziona

Il nuovo decreto del superbonus 110 introduce delle novità importante sulla cessione del credito 2022.  La disposizione prevede che sarà possibile cedere il credito per tre volte e solo in favore di banche, imprese di assicurazione e intermediari finanziari.

Cessione del credito parziale

Inoltre si stabilisce che il credito maturato dagli interventi del superbonus 110 e dei bonus casa non possa formare oggetto di cessioni parziali successivamente alla prima comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle entrate. A tal fine viene introdotto un codice identificativo univoco del credito ceduto per consentire la tracciabilità delle cessioni

Le modalità attuative della cessione e la tracciabilità del credito di imposta saranno definite con un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Cessione del credito sanzioni per i professionisti

Inoltre il decreto sulla cessione del credito per il superbonus 110 prevede anche novità per le sanzioni per i professionisti. 

Il decreto infatti prevede che: “ll tecnico abilitato che, nelle asseverazioni, espone informazioni false o omette di riferire informazioni rilevanti sui requisiti tecnici del progetto di intervento o sulla effettiva realizzazione dello stesso oppure attesta falsamente la congruità delle spese è punito con la reclusione da 2 a 5 anni e con la multa da 50.000 a 100.000 euro. Se il fatto è commesso al fine di conseguire un ingiusto profitto per sé o per altri la pena è aumentata.

Fonte: idealista.it

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